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Cento Giorni A Palermo

Cento Giorni A Palermo

3 settembre 1982, il generale Dalla Chiesa e sua moglie Emanuela
cadono sotto i colpi della mafia a Palermo. Si sono conclusi con questa
tragedia i cento giorni di Dalla Chiesa come prefetto di Palermo. Il
film inizia con l'uccisione dell'ispettore Giuliano, di Pier Santi
Mattarella, di Pio La Torre. La mafia imperversa, l'opinione pubblica è
inquieta e il governo ricorre al generale Dalla Chiesa, vittorioso del
terrorismo, perchè abbia a sconfiggere anche la mafia. Ma questi sono
solo buoni desideri, finché non c'è un'efficace legge antimafia e il
prefetto di Palermo non ha pieni poteri. Queste sono le giuste richieste
del gen. Dalla Chiesa, queste sono le carenze e le colpe del governo.
La mafia non è solo potente in Sicilia, ma è molto più potente in
Parlamento, ove fa bocciare la legge sull'esattoria da affidare ai
poteri pubblici, è potente fuori Italia, specialmente negli Stati Uniti.
Fidando sulle promesse, il generale affronta il suo incarico difficile
con il profondo senso del dovere, sacrificando i suoi sentimenti
personali, non vuole privilegi, è molto chiaro, molto energico, ma anche
molto umano. Lo stato non delega il suo potere ad alcuno - dice Dalla
Chiesa - tanto meno alla mafia, e la rivoluzione di cui la Sicilia ha
bisogno è una sola: che l'unico potere sia dello stato, sia effettivo e
riconosciuto. Siamo d'estate, ma il generale non è venuto a fare il
turista e inizia indagini complete in tutti i campi: dai suoi
collaboratori, al mondo degli affari, alle banche, ecc. Ha contatti con
tutti i ceti sociali, con l'umile gente del popolo, con studenti e
operai. Trova il tempo anche di celebrare il matrimonio con Emanuela.
Avrà così una moglie e una casa a Palermo. Nel frattempo la mafia
reagisce. Il gen. Dalla Chiesa è forte, ma deve capire che noi siamo più
forti. I delitti di stampo mafioso si moltiplicano nei modi più
efferati, mentre sullo sfondo appare squallido il traffico di eroina.
Interviene la Chiesa siciliana con il card. Pappalardo che si incontra
con il gen. Dalla Chiesa e gli promette non solo preghiere, ma
interventi decisi. Difatti dai pulpiti delle chiese i sacerdoti
affermano a chiara voce: chi è mafioso non è cristiano. Intanto gli
assassinati e gli scomparsi crescono sempre in modo impressionante.
Emanuela è scossa e angosciata. Dice al marito: ti hanno messo qui come
un parafulmine, se non riesci tu, non riuscirà nessuno... ma come potrà
riuscire anche un generale Dalla Chiesa, se il governo lo lascia solo,
senza i mezzi adeguati, se non capisce che la mafia non è un fenomeno
solo siciliano, ma nazionale e internazionale? In questi termini Dalla
Chiesa parla col giornalista Bocca. Egli conosce i capi mafiosi, gente
che da 30 anni domina in Sicilia, ma dove sono le prove per arrestarli?
Dove sono i pieni poteri? Eppure, dice Dalla Chiesa: contro le brigate
rosse sono andato fino in fondo e contro la mafia farò lo stesso.
Intanto con un'imprudenza unica che è anche follia, senza alcuna
precauzione e scorta, si serve della macchina di Emanuela, e della
moglie come autista, per trasferirsi dalla prefettura a casa. Il
bersaglio è fin troppo facile per la mafia. Scatta l'agguato e il 3
settembre 1982 il generale con la giovane moglie cadono assassinati.
Cento giorni nei quali per la mafia è successo nulla di nulla, gli
omicidi si sono moltiplicati, ma forse, come dice il canto finale, è
nata la speranza.

Cinema
TitoloCento Giorni A Palermo
SupportoDVD Film
N. supporti1
Data pubblicazione09/03/2017
  • Codice prodotto: 8032807067032
  • A casa tua in: Disponibile in 2/3 gg.
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